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AÑO 20 - Viernes, 17 de Abril de 2026 a las 10:01:48 - Madrid (Spain-Europe)

TRADUCCIÓN

Andrea Francolino. Ombre lontane ombre vicine
© Andrea Francolino
IPOTESI DI OMBRE DUE NICKNAME QUALUNQUE
graffiti, catrami, e vernice spray su tele - mixed media
cm. 151x100
2006
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Idioma:  Italiano
nexo5.com
Movimento arte contemporanea presenta la personale di Andrea Francolino. Nato a Bari il 27 aprile 1979, vive e lavora a Milano. Inizia a dipingere nel '96, nel 2004 si diploma in scultura all'Accademia di Belle Arti di Bari. Nel tentativo iniziale di scolpire l'ombra, Francolino ha scelto di studiare scultura scontrandosi con la sua immaterialità e la sua astrazione. Un vero e proprio studio sull'ombra, interpretata attraverso esercizi creativi e installazioni.

In mostra una ventina di quadri inediti, alcuni di grande formato altri frammentati o di formato atipico. Nelle opere, l'artista utilizza l'ombra in maniera ironica, rappresentando silhouettes dalle ombre irreali e volti scartavetrati che diventano ombre nell'identità. Quello che all'inizio era solo un tentativo di scolpire l'ombra, diviene oggi metafora per scolpire la realtà contemporanea.

e… l'ombra del Grande Fratello?

Ho fatto di me una cavia mediatica per toccare con mano ciò che è alla base del mio lavoro… Tutto il resto lo dicono gli altri senza chiedermelo”. IL RIFLESSO È UN OMBRA CHE SI VEDE, L'OMBRA È UN UOMO CHE NON ESISTE. di Andrea Francolino

Spesso trascorro le ore di punta nelle stazioni. E osservo fiumi di gente, strappando ombre qualunque di gente qualunque.
Faccio giri in metrò avendo come vera méta l'affluente del fiume umano, per poterne estrapolare le sagome.

Fotografo gente qualunque per scartavetrarla negandole l'identità. Tutto ciò che faccio è il fine della mia ricerca. Il mio materiale sta nella massa che riesco a zoomare e a isolare nelle mie opere. Ma nell'isolarle, non faccio altro che massificarle nuovamente. Questa è l'epoca dei paradossi: dove tutti ci illudiamo di essere ascoltati, ma nessuno ascolta l'altro. Dove ci circondiamo di gente, ma siamo sempre più isolati o ci isoliamo con l'ipod, un giornale gratuito, un cellulare o una sigaretta che sembrano essere l'unico appiglio a quel disagio di fondo che fa trasparire quello che è il risultato di fiumi di gente. Questa gente siamo io e voi. Che parliamo del mondo che non va mettendoci sempre dalla parte del giusto. Che entrando in un vagone preferiamo camminar di più per sederci dove non c'è nessuno. Ci isoliamo, e poi ri-usciamo da dietro le quinte del nostro schermo sparando cartucce di ciò che vogliamo essere o far credere con il nostro mouse. Esponendoci sul bancale dei nickname e cercando di stupirci l'un l'altro con l'idea di essere originali. Una tecnica: per vendere al miglior offerente la nostra persona. Ma alla fine siamo tutti figli dell'undici settembre. Il catrame?

Se la natura e i suoi colori ispiravano impressionisti e naturalisti, ciò che mi ispira sono fiumi d'asfalto con chilometri di linee balbuzienti e prefabbricati. Perché è questo che mi ingoia.

E se i nostri maestri ci hanno tramandato la sublime tecnica della pittura, io preferisco scartavetrare. E piuttosto che mettere colore, preferisco togliere.
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